Est modus in rebus

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Logo ESAIl Coordinamento Specializzandi italiani di Anestesia e Rianimazione per la giusta formazione ha stilato un documento contro la paventata e molto probabile riduzione a 4 anni della Scuola di Specializzazione in Anestesia, Rianimazione e Terapia Intensiva prevista questo documento che accompagna la conversione del Dl “Carrozza” in Legge n. L.128/13 ed in contrasto con le indicazioni della società europea di anestesia circa la formazione in anestesia e rianimazione

Documento Contro La Riduzione a 4 Anni della Scuola di Specializzazione in Anestesia, Rianimazione e Terapi… by MarioLaVed

  ANAESTHESIOLOGY, PAIN AND INTENSIVE CARE MEDICINE - UEMS/EBA GUIDELINES (575,9 KiB, 517 hits)

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repubblica italiana  trasparenteE’ stato convertito in legge diventando la L. 128/13 (per la precisione Legge n. 128/13 del 8 novembre 2013, GU n. 264 del 11 novembre 2013). il DDL 104/2013 (anche chiamato “Decreto Carrozza“).

Eccovi un’analisi fatta dal SIGM sui principali aspetti che questa legge ha modificato per i giovani medici.

  • In breve, vogliamo ricordare l’importanza dell’articolo 21 che, di fatto, istituzionalizza il Concorso a graduatoria nazionale per l’accesso alle Scuole di Specializzazione di area sanitaria: modificando parti salienti del D.lgs. 368/99 rende possibile e facilita l’innesto del tanto atteso DM che il MIUR dovrà pubblicare per riscrivere il regolamento di accesso di un concorso
  • Entro il 31 marzo 2014 il MIUR è chiamato a riorganizzare classi, tipologie e durata dei corsi di formazione specialistica riducendone in alcuni casi la durata, rispetto a quanto previsto dal DM 1 agosto 2005, con osservanza dei vincoli previsti dalla normativa europea (vedasi il caso dell’Oncologia e della Medicina d’Urgenza a 5 anni ad esempio).
  • La riorganizzazione interesserà tutti i nuovi iscritti alle scuole di specializzazione a partire dal prossimo anno accademico 2013/2014. Il Legislatore ha scelto in modo forzato la strada della retroattività per gli specializzandi che nel medesimo anno risulteranno iscritti al secondo ed al terzo anno di corso (gli attuali primo e secondo) e per i quali un apposito Decreto del MIUR provvederà ad adeguare l’ordinamento didattico alla durata ridotta delle scuole interessate. Per gli specializzandi, invece, che nell’anno accademico 2013/2014 saranno iscritti al quarto o successivo anno di corso resta valido l’ordinamento attuale, senza la possibilità di optare al percorso ridotto.
  • L’ultima parte dell’emendamento, invece, può essere sintetizzato come una volontà di rafforzamento della possibilità per i medici in formazione specialistica, già prevista dal vigente assetto ordinamentale, di essere formati all’interno di tutte le aziende parte della rete formativa e non soltanto nei Policlinici Universitari.Fonte: SIGM

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snoopy-vulture1Ci sono delle dinamiche che stento a capire … dinamiche che sembrano voler rendere questo Paese un posto sempre meno appetibile a chi ci vuol vivere e che può davvero dar qualcosa a tutti noi, dinamiche come quelle che stanno alla base dell’assegnazione dei contratti per la formazione di medici specialisti nei prossimi anni.

Da tempo, oramai, siamo infatti assediati da notizie che ci spiegano di quanto la sanità sia in deficit di professionisti, di quanto la sanità abbia bisogno di nuova linfa per rimpiazzare la “vecchia” generazione di medici e infermieri che, formatisi in periodi di “accesso libero” ai corsi universitari, sono ormai alla soglia della pensione (sempre che il governo italiano decida di far andare in pensione persone oramai stanche e demotivate) e il risultato di questa “campagna”, alla quale si aggiunge la comprensibile voglia di avere un posto “prestigioso” come quello di “dottore” (il cui “prestigio” è magari solo nelle idee e nei sogni di molti, per non dire negli schermi tv di sitcom made in USA … ma questo è un altro discorso!), sono le oceaniche prove di ammissione al corso di laurea in medicina, le selezioni fiume per diventare infermieri o fisioterapisti.

Ma, se per questi ultimi il problema si pone relativamente (in quanto non abbisognano di specializzazione), per gli aspiranti medici la questione è seria, anzi, vitale essendo la formazione specialistica de facto obbligatoria

Infatti se gli aspiranti al CdLM in Medicina hanno visto aumentare progressivamente il numero di posti messi a concorso negli anni (si parla addirittura di circe un 40% negli ultimi 10/15aa), non ha avuto uguale sorte i laureati che si sono visti sempre di più incanalare verso quello che può essere definito “l’imbuto della formazione post laurea”.

Si, perché proprio di un imbuto si parla.

Una situazione in cui i neo laureati si trovano a dover combattere una guerra tra poveri, messi in condizione di doversi sbranare per un pezzetto di pane, affamati dal diritto al lavoro negato da un sistema che centellina, con filtri sempre più stretti, i posti messi a disposizione per la formazione post laurea, esasperati da un mercato del lavoro che rende necessario non solo una formazione continua ma anche sempre più approfondita e specialistica ed, infine, avviliti da un mondo in cui gli anziani non vogliono invecchiare diventando “giovani anziani” ed la vita che passa senza tener conto di logiche economiche o di mercato.

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Io non voglio star qui a criticare in positivo o in negativo la scelta del governo Monti sulla graduale eliminazione del valore legale della laurea (per capirci, per valore legale si intende il fatto che una Laurea ha un valore intrinseco aldilà che sia stata conquistata tra i supermodermi laboratori del politecnico di Milano o nei piccolissimi e poco forniti reparti di ricerca della SUN, alla Bocconi piuttosto che a Napoli, al Policlinico della Sapienza invece che al S. Orsola-Malpighi di Bologna), un valore in se che è garantito per legge sulla base del presupposto che i docenti di ogni parte d’Italia sono “menti”, classe pensante del Paese in grado di insegnare ai propri discenti a raggiungere le massime vette del Sapere …. tuttavia chiunque abbia un minimo di esperienza di ambienti accademici sa che non è così e non lo è solo in Italia … ovunque possono esserci docenti più o meno preparati … ed è un parametro spesso in stretta correlazione con il Baronato.

Ma, se vogliamo eliminare il valore legale della laurea, facendo cadere l’assioma su cui si basa allora, per logica si dovrebbe dedurre che un Docente che è Ordinario a Messina non dovrebbe esser all’altezza dello stesso ruolo a Milano, uno che è Associato a Padova non potrebbe esserlo a Pisa … perché se io sono ignorante allora non lo sono per mia scelta, non è che sono stupido … forse è chi dovrebbe guidarmi lungo la via della Conoscenza che non sa o non vuole farlo … o verrebbe perfino da pensare che lui stesso quella via non ha saputo percorrerla … ed allora se dobbiamo esser onesti fino in fondo dobbiamo anche riconoscere che se uno studente è mediocre è anche perchè lo sono i suoi maestri!

Ed a nulla servono le lezioni dagli enfants prodiges, come quello che a 29 anni si ritrova Ordinario a Teramo … forse a Bologna non lo sarebbe stato!

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Roma – Da oggi è online il “Portale degli italiani”: Lineamica.gov.it, il sito voluto dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e Innovazione Renato Brunetta. Dopo l’esordio del portale unico per la pubblica amministrazione Vivifacile.gov.it, e in attesa dell’annunciato Reti Amiche, piattaforma che intende offrire servizi ai cittadini in modo “più amicale”, continua il Piano e-Gov 2012 promosso dal Governo e fortemente voluto dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e Innovazione Renato Brunetta.

Il nuovo portale porta online l’esperienza e le competenze dei circa 200 tecnici di Linea Amica, che finora aveva avuto una funzione di supporto come numero verde.

Realizzato dal Dipartimento della Funzione Pubblica, dal Dipartimento per la Digitalizzazione e l’Innovazione tecnologica, dal Formez PA e da DigitPA, Lineamica.gov.it, nelle intenzioni, mette a disposizione una “porta virtuale” da cui accedere in modo semplice e veloce ai servizi dell’e-government attivi.

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