Est modus in rebus

anestesia

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Con la pubblicazione del Bando per il #concorso #nazionale2014 (DM 612/2014), è stato pubblicato anche il numero definitivo di contratti messi a disposizione degli aspiranti specializzandi.

Come avete notato nei giorni scorsi, un po’ per diletto, un po’ perché convinto che potesse esser utile a quanti, in questi giorni, sono alle prese con la scelta delle 6 opportunità da cogliere, ho messo su una piccola analisi statistica storica sui tend e sulle distribuzioni dei posti sul territorio nazionale.

Ebbene, i vecchi li ho aggiornati ed ho inserito tutto in un unico file che vi propongo.

Il file è liberamente scaricabile e modificabile, ma è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso mariolv@outlook.com

in questo file:

Allergologia Endocrinologia Neurologia
Anestesia Gastroenterologia Neuropsichiatria Infantile
Cardiochirurgia Ginecologia Oculistica
Cardiologia Igiene Oncologia
Ch. dell’App. Digerente Malattie Infettive ORL
Ch. Generale Med. del Lavoro Ortopedia
Ch. Maxillo – Facciale Med. Interna Pediatria
Ch. Plastica Med. Legale Pneumologia
Ch. Toracica Med. Nucleare Psichiatria
Ch. Vascolare Medicina Emergenza Urgenza Radiologia
Dermatologia Nefrologia Radioterapia
Ematologia Neurochirurgia Urologia

Licenza Creative Commons

 

 

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Anestesia e Rianimazione è una di quelle specializzazioni, come Radiodiagnostica, che vanta il maggior numero di contratti. Nonostante tutto, però, anch’essa è in discese a favore di altre branche, specialmente chirurgiche.

Sulla distribuzione nulla da dire se non che, come al solito, i centri più grandi (Milano, Roma e Napoli) fanno la parte del leone accaparrandosi, da sole, circa il 30% dei contratti nazionali.

Per le tabelle con i dati di questa e di molte altre scuole potete consultare l’articolo con l’analisi generale.

anestesia - trend storico e distribuzione contratti 2014

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Logo ESAIl Coordinamento Specializzandi italiani di Anestesia e Rianimazione per la giusta formazione ha stilato un documento contro la paventata e molto probabile riduzione a 4 anni della Scuola di Specializzazione in Anestesia, Rianimazione e Terapia Intensiva prevista questo documento che accompagna la conversione del Dl “Carrozza” in Legge n. L.128/13 ed in contrasto con le indicazioni della società europea di anestesia circa la formazione in anestesia e rianimazione

Documento Contro La Riduzione a 4 Anni della Scuola di Specializzazione in Anestesia, Rianimazione e Terapi… by MarioLaVed

  ANAESTHESIOLOGY, PAIN AND INTENSIVE CARE MEDICINE - UEMS/EBA GUIDELINES (575,9 KiB, 530 hits)

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dedicato a quelli tra Loro (e di solito sono quelli che amano il proprio lavoro) senza i quali davvero questo mestiere sarebbe ancora più duro di quello che già è!

nurse-hospital_2101382bOk…stasera parlo solo di loro. Siamo in tanti, ma stasera ho voglia di parlare solo di loro. Sono la categoria più importante. Voglio dire siamo tutti importanti…ma loro…loro sono davvero speciali. Senza di loro non funzionerebbe nulla e se non ci fossero loro non ci saremmo neanche noi. Sono il nostro biglietto da visita. Sono il tramite, con loro possiamo avvicinarci al dolore…sono loro che toccano, infondono, aspirano, parlano,  lavano, pungono, esplorano l’inesplorabile.

Ogni volta lo ripeto: se fossi stata brava avrei fatto l’infermiera.

Ricordo ancora la prima notte di guardia in rianimazione nelle vesti di specializzanda alle prime armi.

Arrivai con molto anticipo…sufficiente a trovare ancora il turno del giorno. Una di loro, appena varcai la soglia sul retro della terapia intensiva, mi picchiò in mano 5 sacchetti molli di color rosso rubino e urlò “Controlla questo!” Non sapevo neanche di cosa stesse parlando…l’unica cosa che capii era che in mano avevo circa 3litri di sangue e che dovevo fare qualcosa che c’entrava con corrispondenze di numeri e lettere. In quel momento la odiai. Pensai che gli infermieri sono davvero brutte persone e che possono renderti la vita un inferno.

Con gli anni ebbi una smentita ed una conferma: non sono brutte persone ma possono renderti la vita un inferno. Eppure non lo fanno…non tutti almeno.

Subito dopo aver controllato il sangue, il monitor di un letto cominciò a suonare e una donna di 50anni,un po’ in sovrappeso, aveva deciso di morire di embolia polmonare massiva proprio quella notte. Mi ritrovai a guardare negli occhi l’infermiere che massaggiava la donnona e che con un sorriso mi disse “la tua prima notte?…che cu** che hai!”

Pensai che forse non erano tutti stronzi gli infermieri.
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