Est modus in rebus

Scienza

Quanti di noi non hanno, almeno una volta nella vita professionale, pensato “ma che lo pago a fare l’Ordine”? Così come spessissimo ci sarà capitato di avere sotto mano un abstract di un articolo e non riuscire ad aver accesso al full text (nonostante trucchi vari come l’accesso tramite proxy delle università)

Tuttavia ora la FNOMCeO ci viene incontro stipulando un accordo con la #EBSCO  in modo tale da poter aver accesso ai Full text degli articoli

Ora è possibile l’accesso a migliaia di articoli sulle più comuni piattaforme  (Pubmed, Cochrane Library e Dynamed Plus) comodamente da casa … diciamocelo: una bella iniziativa da parte del FNOMCeO.

Ora abbiamo un valido motivo in più per “pagare l’Ordine” :)

Per poter accedere a queste banche dati basta andare su questa pagina del sito della Federazione e registrarsi, abbiamo bisogno solo di una caselle di posta elettronica e del nostro numero di iscrizione all’ordine.
La registrazione è subito attiva e possiamo immediatamente iniziare a leggere gli articoli che ci interessano.

Per quanto riguarda come fare, anche in questo la Federazione è stata “smart” avendo creato una serie di video tutorial fatti abbastanza bene.

Su su … cosa aspettiamo, ci serve solo il nostro numero di iscrizione all’Albo … :)

Alla luce delle recenti evoluzioni circa l’epidemia di Ebola in Africa Occidentale ho  deciso di condividere con voi un po’ di un Sacro testo della Medicina Interna: l’ #Harrison.

Quindi eccovi il Cap. 197 dedicato a questo virus ed ad un virus suo affine, scritto dal Prof. C. J. Peters

 

Ebola_Marburg-01

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If you want to know how we practiced medicine 5 years ago, read a textbook.
If you want to know how we practiced medicine 2 years ago, read a journal.
If you want to know how we practice medicine now, go to a (good) conference.
If you want to know how we will practice medicine in the future, listen in the hallways and use FOAM.

— from International EM Education Efforts & E-Learning  by Joe Lex  2012

fonte: LIFE IN THE FASTLANE.COM

risorse online: FOAM EM RSS – ITALIAN

Bella l’iniziativa del SIGM di Salerno che, in collaborazione con l’OMCeO provinciale ed IRC, ha organizzato corsi PTC e PBLSD destinati a Medici. Una iniziativa che prosegue nel solco della diffusione quanto più ampia possibile delle corrette tecniche di primo soccorso per salvare quante più vite possibile …

Il primo, in ordine di tempo, è il PTC che si terrà il 14 maggio 2013, dal costo di 95,00 €, presso la sede di SOCCORSO AMICO (Via. G. Clark – Salerno) e si rivolge medici che vogliano “sviluppare e standardizzare una metodica di approccio al paziente traumatizzato in fase preospedaliera”.
Per informazioni e prenotazioni seguire la procedura online al seguente link: http://bit.ly/17Fq2LS

In secondo è il corso BLSD che si terrà il 21 maggio 2013, dal costo di 85,00 €, sempre presso la sede di SOCCORSO AMICO(Via. G. Clark – Salerno), si rivolge, invece,  a chi desidera ottenere “competenze cognitive, abilità pratiche e capacità relazionali per consentire un adeguato ed efficace soccorso in materia di rianimazione cardiopolmonare e defibrillazione in età pediatrica”.
Per informazioni e prenotazioni seguire la procedura online al seguente link: http://bit.ly/17Fqcmn

PTC Salerno 14 maggioBLSD Salerno 21 maggio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ricordiamo brevemente che l’ IRC (Italian Resuscitation Council) è una società scientifica accreditata presso il Ministero della Salute  al rilascio di certificazioni per BLSD, PBLSD, PTC e ASL.

Si segnala, infine, che questi corsi assegnano rispettivamente 11.3  e 11.0 ECM.

Siamo seduti comodamente vicino al camino (o al condizionatore, dipende dalla stagione), stiamo facendo delle ricerche bibliografiche, troviamo finalmente il lavoro che ci interessa, clicchiamo sul link che ci dovrebbe far accedere all’articolo … e ci compare un fastidiosissimo messaggio d’errore che ci comunica che non possiamo averlo se non a pagamento.

Alzi la mano chi non è mai incappato in questa irritante situazione, soprattutto quando si pensa alle migliaia di euro che paghiamo di tasse ogni anno … bene, ecco una soluzione: impostare il computer in modo tale da poter accedere alle risorse scientifiche comodamente da casa nostra ma facendo credere alla rete di essere connessi dalla biblioteca dell’università.

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Come scrivere una tesi di laurea senza impazzire

In questa breve guida non vi descriverò l’uso di Word o quali siano le forme stilistiche più corrette per scrivere una Tesi di Laurea, per questo esistono i relatori e i tutors, io non ne sarei in grado; in questa guida vi indicherò, invece, una serie di “tips & tricks” che ho usato per facilitarmi il lavoro di stesura della mia tesi, trucchi che se li si conosce prima di iniziare possono far risparmiare tempo e, soprattutto, la salute mentale negli ultimi mesi da studente universitario

  Tesi di laurea per principianti (1,7 MiB, 3.581 hits)

 

download

 

 

Una delle cose che noto più spesso, quando parlo di Rianimazione Cardiopolmonare, è che la maggior parte delle persone, pur avendo teoricamente in mente la frequenza di compressione (tra i 100 ed i 120 bpm), non ha una reale idea di quanto veloce sia questa cadenza. Ancora più complesso, anche per un soccorritore esperto, è il riuscire a mantenere una cadenza di compressione adeguato durante tutti i cicli di RCP che effettua … frequenza che è una della caratteristiche più importanti al fine di ottenere una corretta ed efficace manovra rianimatoria. Bene, nel 2008 un gruppo di ricercatori dell’Università dell’Illinois ha fatto una serie di studi dal quale è venuto fuori un risultato abbastanza simpatico. L’idea era quella di usare una canzone con il giusto ritmo per poter “portare il tempo”. Dopo numerose ricerche è emersa che la canzone con il “ritmo giusto” era Stayin‘ Alive dei Bee Gees

E non è mica uno scherzo! Anzi … è tanto vero che l’AHA ha inserito questo metodo di “controllo” a pieno titolo nella sue linee guida per la CPR  promuovendo una campagna su questa notizia per quel che riguarda lHands-Only CPR!

Insomma, un metodo semplice e di facile apprendimento per mantenere unun rate di compressioni adeguato ed efficace per un periodo consistente di tempo …

Interessante la notizia che in Spagna, alla luce di una particolare linea di pensiero (condivisa più delle volte dal sottoscritto!), la pillola del giono dopo potrà esser venduta senza prescrizione medica.

Ora, quello che mi “fa riflettere” non e’ tanto il fatto della mancata prescrizione medica ma sulla possibilità che questa scelta trasformi quello che è definito “metodo contraccettivo d’emergenza” in una sorta di “scongiuro” per vivere la sessualità in maniera irresposabile (nell’ottica del “ma che fa? tanto dopo mi prendo la pillola … non devo nemmeno prendermi il disturbo di dirlo ad un medico!”).
Anche perchè, suvvia, siamo realisti … difficilmente il levonorgestrel da effetti collaterali … ed in ogni caso chi la prescrive quasi mai poi segue la pz nelle successive ore!! Al massimo si può capire e ed accattare la presenza del medico, nell’atto della prescizione, come volto ad assicurare un corretto e efficace trattamento ad esempio nell’esclusione di interazioni farmacologiche con altre classi di sostanze (mi vengono in mente farmaci del SNC)

Io sono il primo che, quando si parla di sesso e di contraccezione con i giovani, consiglio loro di farsi prescrivere e di acquistare la pillola del giorno dopo in via “cautelativa” (certe volte trovare un medico di guardia che ti prescrive la pillola, specialmente in una realtà non proprio affollatissima come quella in cui mi trovo ad operare e specialmente nei “rossi di calendario”, ha quasi dell’epico … per qst è da encomiare il “Soccorso Civle” della Ass, Coscioni e di Vita di Donna) da usarsi, poi, all’occorrenza … ma l’atto stesso della prescrizione prevede cmq un filtro importante da parte del medico che, accorto e coscienzioso, puo’, in quella occasione, comunque, fare una sorta di “educazione sessuale” veloce ed assicurarsi che la giovnietta non si comporti da irresponsabile!
E non sarà certo il costo (che dovrebbe esser, in Spagna, di circa 20euro) a scoraggiarne l’uso “senza giustificato motivo”.
Anzi, un costo così “alto” potrebbe addirittura avere un effetto contrario a quello voluto che il risultato che le fascie più “povere” della popolazione (che, guarda caso, sono anche quelle meno formate ed informate!!) in ogni caso non avrebbero accesso al farmaco
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Ehi si … pensateci bene.

Il maschilismo … si trasmette di madre in figlio.

Quelle madri che venerano il figlio maschio al di sopra di ogni cosa (magari affiancate anche da una figura di compagno/padre non del tutto adamantina), quelle madri che permettono tutto e giustificano anche di più al figlio lasciandolo, beatamente, pascolare nella errata convinzione che tutto gli sia dovuto e che ogni cosa sia li solo ed unicamente per suo diletto!

Sono proprio queste madri che trasmettono il maschilismo come forma mentis, come convinzione intima e imprescindibile dal proprio ego, di esser migliori solo in virtù del proprio esser maschio (non già, attenzione, Uomini … cosa BEN DIVERSA!!!), una forma mentis che poi è ben difficile da eradicare, da modificare e che poi si trasformano in una forma di violenza ben peggiore di quella fisica (i lividi poi passano, ci si puo’ mettere qlc su … ma le ferite dell’animo?)!!!

Rifletteva un opinionista su un settimanale (Aldo Cazzullo, che mi ha dato lo spunto per qst articolo) che se i bambini di oggi sono il nostro futuro … beh, questo futuro si inizia già a delineare e non si sa se sia migliore del presente che viviamo! :(

Atteggiamenti come questi, supportati da una reale mancanza di un femminismo intelligente e pragmatico, rischiano, in una sola generazione, di azzerare sforzi secolari. Continua a leggere

Oseltamivir e Zanamavir, tutti ne parlano in questi ultimi giorni ma cosa sono davvero? A cosa servono? Come possono combattere il virus dell’Influenza?

Beh, iniziamo a dare loro una identità: sono degli inibitori selettivi delle neuraminidasi (in realtà non solo loro … in quanto, per lo meno per l’Oseltamivir, la sostanza che somministriamo è un pro – farmaco).

Si, ok, mi direte voi, e cosa diavolo sono le Neuraminidasi?

Semplice: sono delle proteine che sono presenti sulla superficie esterna del nostro A/H1N1 e che gli servono fondamentalmente per uscire dalla cellula e potersi diffondere evitando l’autoaggregazione o l’adesione a membrane di cellule sbagliate (tipo quella in cui il virus s’e’ appena replicato con il suo RNA).

Ora, se noi impediamo al virus, una volta che si e’ riprodotto, di uscire dalla cellula ospite (nella quale è entrato grazie alla emoagglutinina) evitiamo che si possa diffondere all’interno dell’organismo ospite.

Ed è proprio questo che fanno i farmaci inibitori delle neuraminidasi.
In realtà che ne sarebbero altri due (l’Amantidina e la  Rimantidina) tuttavia, per quanto efficacissimi per i ceppi di Orthomixovirus più comuni, si sono rivelati del tutto inefficienti per i ceppi più particolari degli ultimi anni (quell’A/H5N1 dell’aviaria per esempio).

Pero’ … gia’, c’e’ un pero’, questa terapia puo’ esser fatta solo entro le prime 48h dal contagio, ovvero il tempo che il virus impiega per “infettare” l’uomo.

Infatti una volta che il virus è entrato all’interno il farmaco non puo’ fare piu nulla per impedire il contagio.

Non credo di dover inserire in questo breve articolo cose troppo specialistiche come gli schemi terapeutici …

Vabbe’, rissumendo molto, questo è quanto si puo’ dire per far capire alle gente di cosa si parla quando si dice di oseltamivir (Tamiflu©) e lo zanamivir (Relenza©)

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