Est modus in rebus

Voglio fare l’amore con te.


Lei ride silenziosamente, spostando la testa e coprendosi il sorriso con una mano.

Perché ridi?
Perché è da talmente tanto tempo che non faccio l’amore, che non credo di ricordarmi come si fa.
Allora siamo in due.
Però mi ricordo come si fa il sesso.

sorride con lo sguardo.

In quello me la cavo anche io… ma credo di avere bisogno di un po’ di ripetizioni.

Silenzio. Si guardano

Seriamente, dici davvero?
Cosa?
Hai paura di non ricordarti come si fa l’amore?

Sospira.


Paura no. Solo… è da talmente tanto tempo che non lo faccio, che forse non so più come si fa. Come si fa a farlo.
Non ce lo si può dimenticare, non una cosa così.
Beh, dopo tanto tempo che usi il corpo solo come carne per altra carne credimi, si corre il rischio di dimenticarselo.

Lui la guarda fisso negli occhi.

Io voglio fare l’amore con te.
Rischi.
Cosa rischio?
Di farti male.
Male?
Si. Tu ci metteresti anche i sentimenti e io… io ci potrei anche provare ma poi credo che diventerebbe solo sesso… carne, sudore, orgasmo.
Di cosa hai paura?
Paura? Io? No non ho…

Lui la interrompe.

Hai paura, hai paura di qualche cosa, ma non riesco a capire cosa.

Silenzio. Lei sposta il capo cercando di mascherare il volto con i capelli. Lui le prende il volto fra le mani e la fissa negli occhi.

Hai paura di provare dei sentimenti per me? E’ di questo che hai paura?

Gli occhi di lei si muovono leggermente.

E se poi rimango ferita di nuovo? Io non voglio farmi del male, stare male per qualcuno.
Io non sono qualcuno.
No, non lo sei. Mai sei uno… uno che potrebbe farmi stare male. Molto male. Non lo potrei sopportare. Fermiamoci qui. Fino a che siamo in tempo. Veramente… scusami.

Lei si alza e lui la segue.

Dove vai?
Via.
No, aspetta.

Lei apre la porta della stanza ma lui l’afferra per un braccio.

No! Devo andare, lasciami!

Si schiaccia contro il muro quasi volesse entrare a farne parte. Lui rimane fermo.

Un muro e i sentimenti. Poi lui.

Senti, legata alla carne c’è l’anima, ci sono i sentimenti. Strappa la carne, questi la seguiranno come se fossero attaccati con la colla. Come il filo di un aquilone, come una striscia. Io per te sono carne? Si? Bene. Strappami la carne una volta, due, tre, quattro. Tutte le volte che vuoi e io farò lo stesso. Prima o poi, a forza di togliere questi brandelli di te, verranno fuori i sentimenti… usciranno e non avrai più paura. Perché saranno così grandi gli squarci che non potrai più fermarli.

Un muro e i sentimenti. Poi lei.

Tu stai dicendo, che sei disposto ad aspettare anche invano che io ti ami?
Tu già mi ami, solo non lo sai

sorride.
Lei sospira.


Perché insisti tanto?
Perché non farlo quando si tiene così tanto ad una cosa? Quando sai che ne vale la pena.
Io sono la tua battaglia?
La mia vittoria.


L’abbraccia.

Stupido, dai già tutto per certo tu eh?
Voglio fare l’amore con te.
Si guardano. Lei chiude gli occhi, mentre con la mano chiude quelli di lui.

Da quanto sono nei tuoi pensieri?
Tu sei i miei pensieri. Tu sei una nuda striscia di pensieri.

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