Est modus in rebus

Qualche giorno fa, proprio mentre #Renzi twittava #arrivoarrivo e #lavoltabuona … il Ministro del’Istruzione Maria Chiara Carrozza annunciava, sempre via Twitter, che aveva firmato il decreto attuativo della riforma di accesso alle scuole di specializzazione di area medica. Twitter @MC_CARRO

Subito dopo, gli insider delle associazioni hanno reso noto sui social network, per grandi linee, i parametri di questa “rivoluzione” che se alcuni documenti che girano per la rete (https://www.facebook.com/download/preview/1460017837562841) fossero esatti, sarebbero grosso modo confermati.

Ma analizziamo un ipotetico concorso fatto sulla scorta di questo schema di decreto ministeriale.

Il concorso sarà un concorso per titoli ed esami al quale potranno partecipare tutti coloro che, alla data di pubblicazione del bando, saranno laureati, anche se non abilitati (a patto che lo siano entra la data di presa di servizio pena la perdita del posto in graduatoria nazionale).
Il bando verrà pubblicato ogni anno entro il 28 febbraio e precederà le prove del concorso di almeno 60 giorni, conterrà sia il numero di contratti e la loro distribuzione sia il programma su cui studiare e le domande di partecipazione dovranno essere inoltrate per via telematica.
Ovviamente per quest’anno, essendo l’anno di prima applicazione, ci sono della eccezioni come quella che prevede l’uscita del bando entro il 31 luglio e la riduzione a 30 giorni tra la pubblicazione e la data delle prove. Ma passiamo a descrivere  il concorso. Si diceva poche righe su che è un concorso per titoli ed esami, quindi partiamo con la disamina dei “titoli”. Il ministero mette a disposizione della Commissione Unica Nazionale 15 punti. Due saranno attribuibili al voto di laurea ed i restanti 13 verranno divisi tra media aritmetica dei voti degli esami complessivi, punteggi in base ad un elenco di esami attinenti (individuatati, di anno in anno, dalla CN in base agli SSD). e punti attribuibili a tesi sperimentali (debitamente documentate) e/o a un Dottorato di Ricerca.

Ecco le tabelle con i dettagli

Voti di laurea

Media degli esami

Voti esami attinenti

Altri titoli

  • 110 e lode = 2 pt;
  • 110 = 1,5 pt;
  • 108 a 109 = 1 pt;
  • 105 a 107 = 0,5 pt;
  • Media > 29,5 = 5 pt;
  • Media > 29 = 4 pt;
  • Media > 28,5 = 3 pt;
  • Media > 28 = 2 pt;
  • Media > 27,5 = 1 pt
  • 1 pt per ogni 30 o 30 e lode;
  • 0,7 pt per ogni 29;
  • 0,5 pt per ogni 28;
  • 0,2 pt per ogni 27.
  • Tesi sperimentale = 1 pt;
  • Dottorato di Ricerca = 2 pt;

Max: 2 pt

Max: 5 pt

Max: 5 pt

Max: 3 pt

Le prove del concorso saranno due e saranno dei quesiti a risposta multipla su quattro opzioni per un numero totale di 120 domande.

La prima prova – contemporanea, unica e comune a livello nazionale per tutti i tipi di scuole di specializzazione – sarà composto da 90 domande che verteranno su argomenti “comuni nel CdLS in Medicina e Chirurgia”.
I restanti 30 quesiti comporranno la seconda prova e saranno su dati clinici specifici per la specializzazione per la quale si sta concorrendo.
I calendari delle seconde prove, che possono essere svolti anche in sede diverse da quella della prima, devono essere organizzati in modo tale da garantire la partecipazione dei candidati ad almeno due tipologie di scuole per area disciplinare.
Inoltre il bando potrebbe prevedere, ma non è detto che sia così, un punteggio minino di superamento delle prove. Il meccanismo di attribuzione del punteggio della prove sarà quello già collaudato del”punteggio negativo” come avviene, per esempio, per i concorso di ammissione ai corsi di accesso programmato: + 1 punto per ogni risposta corretta, 0 per le risposte non date e – 0.3 per le risposte errate.

Alla fine di tutto la graduatoria.
Essa verrà pubblicata entro 45 giorni dalla data di svolgimento della seconda prova e risulteranno vincitori coloro che si sono classificati in posizione utile in base all’ordine di preferenza indicato nella domanda di partecipazione al concorso. Non è chiaro se si possano scegliere solo un pool ristretto di preferenze oppure si possano indicare come preferenze tutte le sedi del territorio nazionale. In caso di ex aequo  risulterà prevalere nell’ordine: il candidato con il punteggio complessivo maggiore, quello con il punteggio della seconda prova maggiore ed infine il più giovane d’età anagrafica. E’ fatto salvo, da parte delle Università, la possibilità di ottenere contratti aggiuntivi da parti terze, siano esse enti pubblici o privati purché attivate e comunicate entro la data di pubblicazione del bando.

In questa sede non voglio fare una critica al merito della questione “Concorso Nazionale”, sarebbe troppo lungo ed, oramai, anche abbastanza inutile. Tuttavia vorrei segnalare alcune “criticità” che mi sono saltate agli occhi e di cui vorrei chiedere a coloro che si sono battuti per questa riforma, chiarendole a vantaggio non solo mio ma, credo, di tutti.

  1. La Commissione Nazionale che, secondo quanto disposto dall’art. 4, è composta da un direttore di scuola di specializzazione ed un ordinario sorteggiato per ciascuna classe afferente al SSD, si avvale di sottocommissioni locali. Come saranno composte? Come saranno individuati i sub-commissari?
  2. Quando all’art. 5 (comma 1, punto b3) è riportato “1 punto per le tesi sperimentali […] debitamente documentata”, che si intende con questa dizione? Chi stabilisce “debitamente” quanto? Documentate come?
  3. Ancora all’art. 5, laddove al punto b3, stabilisce che  i “punti aggiuntivi” non saranno attribuiti a chi è già specialista “né ai concorrenti già titolari di contratto di specializzazione per un periodo minimo di un anno“, include o meno i medici che frequentano il corso di formazione specifica in medicina generale?
  4. Sempre all’art. 5 ma questa volta al punto 2 si parla di graduatoria nazionale tuttavia mi pare si lascia alla libera interpretazione l’eventuale mobilità interna tra le diverse sedi di scelta. Se si dovesse risultare, in un primo momento, vincitore per la 3° scelta per poi liberarsi un posto nella 1° sede di preferenza, come funzioneranno gli scorrimenti? Con quali criteri? Si useranno sistemi simili a quelli per l’accesso a Medicina ed a Architettura con persone “assegnate” e “prenotate”?
  5. I contratti aggiuntivi di enti pubblici o privati, come si integreranno con la graduatoria nazionale? Come attingeranno ad essa? I cosiddetti “posti regionali”, talvolta vincolati a residenza in determinare aree geografiche del Paese, come influenzeranno l’aggiudicazione dei posti?

Ripeto, questo post non vuole essere un articolo polemico o di sterile critica quanto una semplice analisi ed una richiesta di informazioni a coloro che, in questi anni, si sono fatti carico di questa battaglia e ai quali, nonostante i modi alle volte poco “urbani”, va comunque un mio plauso per aver portato avanti un’idea per riformare un sistema che, nella sua involuzione, era oramai diventato, in taluni casi, di completa antitesi con il merito e la trasparenza.

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