Est modus in rebus

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Sul filo di quello che scrissi qualche giorno fa sul divario tra formazione “di base” e post laurea, Federspecializzandi ha fatto pervenire questa lettera aperta cun un interessantissimo grafico che, volentieri pubblico

Trend accessi e laureati al CdL in Medicina e Chirurgia vs accesso ai corsi post-laurea (Scuole di Specializzazione - SS e Corsi per i Medici di Medicina Generale - MMG)

Trend accessi e laureati al CdL in Medicina e Chirurgia vs accesso ai corsi post-laurea (Scuole di Specializzazione – SS e Corsi per i Medici di Medicina Generale – MMG)

Lettera Aperta ai Ministri Carrozza e Lorenzin sulla riforma del sistema di formazione medica e accesso al mondo del lavoro dei medici

Onorevoli Ministri,

venerdì 26 aprile, al termine di un iter quanto mai travagliato, è stato pubblicato il bando di concorso per l’accesso alle scuole di specializzazione (anno accademico 2012/2013). Come ampiamente preannunciato nelle scorse settimane, il numero di nuovi contratti di formazione specialistica è passato dalle 5000 unità, cifra stabile negli ultimi 6 anni, a 4500 unità, con un taglio pari al 10%. Qualche giorno fa, sono stati inoltre pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale il numero di accessi al corso specifico in medicina generale che per questo anno accademico ammontano a 924 (- 5,8% rispetto al 2012). Complessivamente, i posti di formazione post-laurea disponibili per il corrente anno accademico ammontano a 5424 unità, a fronte di un numero di laureati in medicina e chirurgia che, nel 2011 (ultimo dato disponibile sul sito del MIUR), sfiora quota 6500.

Per completare il quadro, a distanza di qualche minuto dalla pubblicazione del bando di accesso alle scuole di specializzazione, sulla pagina del ministero è stato ufficializzato il numero degli studenti che accederanno al corso di laurea specialistica in medicina e chirurgia nel prossimo anno accademico. Tale numero ammonta a 10756 unità, di cui 10021 per studenti comunitari e non comunitari residenti in Italia e 555 per studenti non comunitari e non soggiornanti nel nostro Paese. Anche in questo caso abbiamo assistito, rispetto allo scorso anno accademico, ad un taglio, seppur solo dell’1,4%. Dalla semplice lettura di queste cifre, sintetizzate nella figura allegata alla presente lettera, emerge come si stia aprendo un preoccupante divario fra il numero di laureati in medicina e coloro che hanno accesso alla formazione post-laurea, attuale prerequisito per poter accedere alle posizioni lavorative del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
 Il divario, come si apprende dal grafico, è destinato a diventare ancor più ampio nei prossimi anni. Infatti, dall’anno accademico 2007/2008 al 2012/2013, il numero di studenti ammessi al corso di laurea in medicina e chirurgia è passato da 7858 a 10730 unità (aumento medio del 6,5% ogni anno). Di conseguenza, nei prossimi anni il numero dei laureati arriverà progressivamente a sfiorare, e forse a superare, le 9000 unità.

Nell’ottimistica ipotesi che il numero di accessi ai corsi di formazione post-laurea (scuole di specializzazione e corso specifico in medicina generale) non si riducano ulteriormente nei prossimi anni, a partire da quest’anno un numero crescente di giovani medici di fatto non avrà né sbocchi formativi né prospettive lavorative nel nostro Paese. Nell’arco di pochi anni, questa situazione andrà ad interessare, in assenza di provvedimenti urgenti di riforma del sistema di formazione medica e dell’accesso al mondo del lavoro, molte migliaia di medici, determinando una disastrosa crisi generazionale.

In altri termini, quella che si va configurando è una evidente strozzatura del percorso formativo medico destinata a determinare un grave danno sociale ed economico.

La società intera, con ingenti oneri pubblici e privati, ha, infatti, sostenuto la formazione di nuovi medici. Tuttavia, la mancanza di una reale programmazione del numero e della tipologia di figure professionali che operano all’interno del SSN, compito indiscutibile della Politica, né impedisce la formazione post-laurea, di fatto, rinunciando al loro concreto utilizzo nel SSN.

In pratica, la società ha a lungo investito ingenti risorse per poi alla fine del percorso non valorizzare l’investimento effettuato che in molti casi sarà invece fruito da stati esteri con buona pace di chi da tempo si lamenta della fuga dei cervelli dall’Italia.

Si chiede pertanto un incontro urgente con le SSVV al fine di discutere nel dettaglio i contenuti della presente lettera e la costituzione di un tavolo di lavoro che coinvolga, oltre che i Ministeri da Voi guidati, i rappresentanti del mondo universitario, della Federazione Nazionale dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (FNOMCeO), del SSN, dei medici in formazione specialistica e degli studenti in medicina e chirurgia, al fine di fornire risposte politiche urgenti alla prospettata situazione di crisi.

Rimaniamo in attesa di un Vostro cortese riscontro e cogliamo l’occasione per porgerVi i nostri migliori auguri per l’impegno istituzionale da Voi assunto.

L’Ufficio di Presidenza Confederale

Fonte: Federspecializzandi

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