Est modus in rebus

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snoopy-vulture1Ci sono delle dinamiche che stento a capire … dinamiche che sembrano voler rendere questo Paese un posto sempre meno appetibile a chi ci vuol vivere e che può davvero dar qualcosa a tutti noi, dinamiche come quelle che stanno alla base dell’assegnazione dei contratti per la formazione di medici specialisti nei prossimi anni.

Da tempo, oramai, siamo infatti assediati da notizie che ci spiegano di quanto la sanità sia in deficit di professionisti, di quanto la sanità abbia bisogno di nuova linfa per rimpiazzare la “vecchia” generazione di medici e infermieri che, formatisi in periodi di “accesso libero” ai corsi universitari, sono ormai alla soglia della pensione (sempre che il governo italiano decida di far andare in pensione persone oramai stanche e demotivate) e il risultato di questa “campagna”, alla quale si aggiunge la comprensibile voglia di avere un posto “prestigioso” come quello di “dottore” (il cui “prestigio” è magari solo nelle idee e nei sogni di molti, per non dire negli schermi tv di sitcom made in USA … ma questo è un altro discorso!), sono le oceaniche prove di ammissione al corso di laurea in medicina, le selezioni fiume per diventare infermieri o fisioterapisti.

Ma, se per questi ultimi il problema si pone relativamente (in quanto non abbisognano di specializzazione), per gli aspiranti medici la questione è seria, anzi, vitale essendo la formazione specialistica de facto obbligatoria

Infatti se gli aspiranti al CdLM in Medicina hanno visto aumentare progressivamente il numero di posti messi a concorso negli anni (si parla addirittura di circe un 40% negli ultimi 10/15aa), non ha avuto uguale sorte i laureati che si sono visti sempre di più incanalare verso quello che può essere definito “l’imbuto della formazione post laurea”.

Si, perché proprio di un imbuto si parla.

Una situazione in cui i neo laureati si trovano a dover combattere una guerra tra poveri, messi in condizione di doversi sbranare per un pezzetto di pane, affamati dal diritto al lavoro negato da un sistema che centellina, con filtri sempre più stretti, i posti messi a disposizione per la formazione post laurea, esasperati da un mercato del lavoro che rende necessario non solo una formazione continua ma anche sempre più approfondita e specialistica ed, infine, avviliti da un mondo in cui gli anziani non vogliono invecchiare diventando “giovani anziani” ed la vita che passa senza tener conto di logiche economiche o di mercato.

Un imbuto poiché fronte di circa 10.000 che entrano e che diventano Medici, solo 4500/5000 riescono a trovare un modo per specializzarsi in un campo  … specializzazione resa necessaria dalla vastità del Sapere, dal mercato del lavoro globale che seleziona, in maniera crudele e indiscriminata, chi sa da chi non sa …

E gli altri? Gli altri stanno a guardare, come avvoltoi su un campo di battaglia, come iene nella savana … aspettando che qualcosa resti per loro. E vedono i loro sogni giovanili frantumarsi contro il muro di ipocrisia di una società sempre più gerontocratica, le loro aspirazioni ed i loro ideali inaridirsi al sole cocente della disillusione …

Imbuto reso ancora più senza senso se si pensa che gli stessi apparati della Repubblica chiedono più professionisti … se è vero che la Conferenza Stato – Regioni ha stilato documenti nei quali si dice che

La determinazione del fabbisogno del numero globale di medici specialisti da formare nelle scuole di specializzazione nel triennio 2011/2012 – 2012/2013 e 2013/2014, sulla base degli elementi acquisiti dalle Regioni e dalle Province autonome è pari a 8.438 unità per l’a.a. 2011/2012, ad 8.170 unità per l’a.a. 2012/2013 ed a 8.190 unità per l’a.a. 2013/2014

salvo poi metterne a concorso 5000 per il 2011/2012 e 4500 per il 2012/2013, un deficit ben al di la delle logiche da spending review tanto in voga in questi tempi.

Un imbuto che esiste già sul nascere, già nella programmazione del futuro di questo Paese maltrattato e tartassato da non riesco a capire bene chi o cosa … tanto è vasto il loro numero;un imbuto che fa nascere già morta questa classe dirigente del futuro … privandola di sogni ed aspettative, di desidero di migliorarsi e di amore per il proprio Paese.

Una logica che non capirò mai dicevo in apertura di questo post … una logica suicida che non riesco a cogliere ma a cui – ed è triste doverlo ammettere – mi sto abituando.

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